La galleria di Gattico

Nella seduta del I» agosto 1885 la progettata ferrovia Santhià-Borgomanero-Sesto Calende era all'ordine del giorno: si doveva decidere se partecipare al consorzio intercomunale che tic promuoveva la costruzione, versando la quota spettante.
Nella discussione, che fu vivacissima, il conte Luigi Leonardi dichiarò la sua ferma opposizione: da una parte egli lamentava che invece di fare economia "si spingesse il governo a spendere di più", dall'altra si domandava che cosa ci avrebbe guadagnato Gattico dato che non avrebbe avuto neppure la stazione. Era molto meglio rendere più facili gli accessi alla provinciale Borgomanero-Sesto Calende, perché proprio Sesto era il luogo più idoneo per esportare da Gattico "vino, bozzoli e legname in Lombardia e in Svizzera per la via più diretta del Gottardo.
Il progetto di quegli anni non prevedeva che la ferrovia scendesse da Borgomanero (h. 310) ad Arona (h. 205), ma andasse invece direttamente a Cressa e a Sesto perciò non si pensava ancora alla galleria, che per 3.308 m. attraversa il sottosuolo di Gattico 201.
E' assai probabile che il conte Luigi Leonardi, morto nel 1891, si sarebbe opposto con più forza, quando venne decisa la variante del progetto primitivo e tuttavia la sua opinione rimase isolata in quella seduta, nella quale otto consiglieri contro di lui, in considerazione che la costruzione della ferrovia avrebbe assicurato il lavoro ai braccianti gatticesi, si dichiararono pronti ad aderire al consorzio e a pagare la relativa quota.
La costruzione della linea Santhià-Borgomanero-Arona (con la variante dunque, di cui si è detto) fu decisa con la legge 30 dicembre 1901 ed affidata in seguito alla Società Mediterranea: il governo, già orientato a soddisfare le esigenze milanesi che premevano per la linea Arona-Domodossola, non osava scontentare neppure la città di Torino, che non potendo più opporsi alla via del Sempione per favorire quella del Fréjus (1871), chiedeva almeno di essere compensata con un collegamento diretto con la Arona-Domodossola, Per questa ragione con quella legge furono autorizzate entrambe le linee.
Sulla Santhià-Arona imponenti furono soprattutto due opere: il ponte ferroviario di Romagnano con 3 campate dalla lunghezza complessiva di m. 197,50, e la galleria di Gattico, per la quale con la tecnica più avanzata dell'applicazione dei cassoni ad aria compressa si dovettero superare le difficoltà provocate delle ripetute infiltrazioni d'acqua in terreni alluvionali e morenici: difficoltà che fecero ritardare di un anno l'inaugurazione del tronco Borgomanero-Arona, avvenuta il 4 gennaio 1900, dopo ben 3 anni e 9 mesi di estenuante lavoro 202.
Il sistema di lavoro adottato consisteva nell'eseguire sulla superficie del terreno il rivestimento completo di segmenti della galleria e nell'affossarlo poi con cassoni, dopo aver scavato con l'aiuto dell'aria compressa sotto la base del fondo. Quel sistema fu poi detto "gatticomaggiatese" 203.
Undici furono i cassoni calati dall'alto, rivestiti di muratura in calcestruzzo e protetti da una incamiciatura metallica. Da notare che la discesa dei cassoni fu estremamente difficile: a titolo di esempio ricordiamo che il cassone n. 1 scese a m. 15,52, ma dopo i primi 10 metri fu necessario impiegare l'aria compressa (primo esperimento in Italia e secondo nel mondo dopo quello della chiusa di Nussdorf presso Vienna del 1896-7); il cassone n. 2 raggiunse la profondità di m. 17,96 dopo più di 2 mesi di lavoro per la presenza prima di grossi massi e poi di sabbia nell'ultimo strato finissima con abbondanti filtrazioni e ribollimenti di melma.
Nei 3 pozzi che furono scavati e ultimati (il 40 fu sospeso a 28,50 m.) fu raggiunta una profondità media di m. 60. La galleria risulta avere la pendenza di m. 7,80%o. In tutto il corso dei lavori non si ebbe un solo caso di infortunio; a Maggiate Inferiore, nel cui territorio cominciava la galleria, si lamentò invece durante quegli scavi una notevole scarsità d'acqua per il prosciugamento di qualche pozzo, che taluni proprietari imputarono alla Società Mediterranea, intentandole cause giudiziarie per il danno subito.
Ma gli operai della galleria non solo dovettero vincere la ostinata e spesso violenta resistenza della natura del sottosuolo, ma sopportare,anche gravissime difficoltà di carattere sociale: nel dicembre del 1904 i lavori furono interrotti per la sollevazione degli abitanti di Comignago in lotta contro il tracciato della ferrovia: a difendere gli operai dall'ira dei comignanesi fu inviato uno squadrone di cavalleria, che però usò maniere così forti da provocare la più viva disapprovazione della gente, di cui si fece interprete perfino la giunta del comune di Borgomanero, dimettendosi per protesta col sindaco Ghiglione.
Né erano stati più gentili quel centinaio di militari in occasione del lunghissimo sciopero dell'agosto 1902, che gli operai erano stati costretti ad intraprendere per il trattamento vessatorio della Società Mediterranea. 204
Meritano comunque di essere ricordati i geniali artefici della galleria: cav. Mangiarotti e ing. Caffaro 205.
(201). Sui vari progetti d'accesso al Gottardo, lungo la via chiamata la strada delle nazioni e al Sempione si veda E. LOMAGLIO, L'on, ing. Giovanni Curioni di Invorio, Invorio 1987, pp. 16-17 e 22-24. Ancora utile G. BONOLA, Lafierrovia del Sempione, Roma 1900.
(202). Soc. Mediterranea. La galleria di Gattico, Roma 1900; A. I. AZIMONTI, Strade e ferrovie. Milano 1947.
La relazione più particolareggiata trovasi nel Giornale del Genio Civile rivista dei lavori pubblici. Roma 1908. pp. 169-203 (203). P. CERATTI, in LŸinformatore del 15 dicembre 1990, ha ampiamente trattato de "La Santbià-Arona".
(204). Cfr. L'Unione, periodico aronese, 26 novembre 1904. Si veda anche in Archivio Municipale di Borgomanero: accantonamento militare per misura di P.S. durante lo sciopero del 1902 (cat. 8, classe 6, fasc. 23).
(205). Cfr. LŸAzione, periodico cattolico novarese, 3 gennaio 1906.


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